201805.21
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Il recesso dell’inquilino nelle locazioni commerciali.

Ho dato in affitto un negozio (o ufficio) ma ho problemi con l’inquilino e voglio che vada via.

Ho preso in affitto un negozio (o ufficio) ma voglio andare via prima della scadenza del contratto.

Nel dare in affitto (o meglio: in locazione) un immobile ad uso NON abitativo (un negozio, oppure un ufficio) occorre conoscere bene la legge.

La legge di riferimento è la 392/1978 che fissa un limite minimo per la durata del contratto (6 anni e rinnovo di altri 6 anni). Quindi, una volta fatto il contratto, occorre rimanere dentro almeno 6 anni.

Allo stesso tempo la L. 392/1978 parla anche del recesso, cioè quando l’inquilino (per dirla meglio: il conduttore) ci ripensa, e decide per varie ragioni di lasciare l’immobile prima della scadenza del contratto.

L’art. 27 della L. 392/1978 prevede due diversi tipi di recesso, e solo a favore dell’inquilino (conduttore):

  1. Si parla di recesso convenzionale quando il proprietario e l’inquilino specificano nel contratto che l’inquilino può recedere dal contratto, dando un preavviso di almeno sei mesi. È dubbio se si possa specificare un preavviso più breve (ad esempio 3 mesi), ma sul punto occorre valutare caso per caso con un professionista;
  2. Si parla di recesso legale quando non si dice nulla nulla  nel contratto, ma l’inquilino intende andare via per gravi motivi. 

I gravi motivi

L’inquilino può recedere dal contratto prima della sua scadenza quando ci sono gravi motivi.

Sono gravi i fatti estranei alla volontà dell’inquilino e imprevedibili, che rendono molto difficile proseguire la locazione.

Pensiamo ad esempio alla crisi economica sopravvenuta (e imprevedibile). Occorre guardare al caso concreto, quindi per forza occorre valutare la questione con un avvocato.

Un grave motivo è anche l’impossibilità di adeguare l’immobile a nuove normative (si pensi ad esempio alle professioni mediche).

In tutti i questi casi, è possibile valutare di recedere dal contratto.

Oppure, se l’inquilino dice che non intende più pagare perché “c’è la crisi”, allora bisogna valutare immediatamente uno sfratto per morosità.

E questo perché, in linea di massima, prendere tempo significa solamente posticipare lo sfratto.