201805.16
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In una società di persone il socio illimitatamente responsabile può prestare fideiussione alla società per le obbligazioni sociali (Cass. civ., sentenza 22 marzo 2018 n. 7139).

Il caso: Tizio è socio illimitatamente responsabile di una s.a.s., alla quale presta fideiussione per l’adempimento di obbligazioni sociali. Mediante ricorso per decreto ingiuntivo richiede alla s.a.s. il rimborso in via di regresso del debito sociale al quale ha adempiuto, in applicazione della fideiussione prestata.

La s.a.s. si oppone eccependo che:

  1. Il socio era illimitatamente responsabile, e quindi è impossibile un’azione di regresso verso la società;
  2. La pretesa del socio non può trovare fondamento nella fideiussione poiché questa è invalida (egli è comunque già responsabile illimitatamente per le obbligazioni della società).

La Cassazione ha accolto da ultimo le domande del socio illimitatamente responsabile.

Di seguito la massima estratta dalla sentenza 22 marzo 2018, n. 7139

Il socio di una società di persone, ancorché illimitatamente responsabile, può validamente prestare fideiussione in favore della società, giacché questa, pur se sprovvista di personalità giuridica, costituisce un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonomia e capacità rispetto ai soci stessi; la predetta garanzia rientra, infatti, tra quelle prestate per le obbligazioni altrui secondo l’art. 1936 c.c., non sovrapponendosi alla garanzia fissata ex lege dalle disposizioni sulla responsabilità illimitata e solidale, potendo invero sussistere altri interessi che ne giustificano l’ottenimento – alla stregua di garanzia ulteriore – in capo al creditore sociale (quali, ad esempio, l’interesse a che il socio resti obbligato anche dopo la sua uscita dalla società, o quello di potersi avvalere di uno strumento di garanzia autonomo, svincolato tra l’altro dal limite, sia pure destinato ad operare solo in fase di esecuzione, del beneficium excussionis di cui all’art. 2304 c.c.); in tale situazione il socio, il quale sia stato escusso quale fideiussore e, nella qualità, abbia provveduto al pagamento del debito sociale, è legittimato all’esercizio dell’azione di regresso ex art. 1950 c.c. contro la società.